Non ha senso svegliarsi dal letargo

Dovrebbe essere un articolo per l’inizio della nuova stagione, ma sarà un saluto per chi ci ha seguito in questi anni e non era carino andarsene senza un saluto.

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Con queste poche righe faccio un saluto a chi ha perso un pò del suo tempo in questi anni leggendo le idee strampalate che sono state messe in parole e riportate nel blog.

Come è scritto nel sottotitolo questa pagina voleva parlare di softball amatoriale nella sua accezione più genuina.

Voleva parlare di gente che andava al campo per farsi due risate durante la partita e soprattutto dopo, con un pò di sani sfottò, un pò di goliardia, in modo da allungare verso la settimana il sorriso che c’era stato in campo.

L’idea forse era buona o forse era troppo “presuntuosa” fatto sta che è fallita.

E’ fallita perchè se non c’è la sostanza non si può vivere di sovrastruttura.

Così quello che chi scrive pensava che potesse essere “un movimento”, un ambito che spingeva verso un obiettivo amatoriale comune a tutti, si è rivelato un insieme di piccoli interessi.

Una associazione di orticoltura, dove ognuno cura il suo.

Un perfetto specchio di ciò c’è là fuori tutti i giorni.

Dove nessuno si accorge del malumore silenzioso che allontana veri amatori dai campi, ma ognuno si fa minzioni mentali per non pestare quello o l’altro callo, in nome di una democrazia che esiste solo se non rompi i cabasisi.

Così un oggetto come una “cupola”, eccezionale opera in grado di contrastare le spinte laterali mantenendo la coesione della struttura, si è dimostrata perfetta nell’espellere lateralmente ciò che non fa comodo.

Chiudo con un ringraziamento doveroso ad un vero genio del giornalismo contemporaneo.

Ho pensato realmente di continuare ad aggiornare la pagina solo per riportare le notizie della Gardetta dello sport, all’interno delle quali penso che ci siano battute degne di autori satirici professionisti.

Alla fine non ho più voglia di fare neanche quello.

Questo non toglie che ringrazio pubblicamente il Gardo (al secolo Alessandro Gardosi) per la quantità enorme di materiale fornita in questi anni e mi sdebiterò alla prima occasione con una buona birra.

Pig your league !!

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Questa è la vita

Le cose succedono che tu sia slow o che tu sia fast. “This is the life” cantava Amy Macdonald. “E canti la canzone pensando che questa è la vita” recita il pezzo. L’importante è cantare sempre e comunque.

Questa e la vita

 

 

 

 

 

 

 

E’ finita la corsa al titolo di migliore dello spazio interstellare anche quest’anno e la conferma del livello superiore del Bugbear e della sua squadra era solo una postilla.

Alla fine ha vinto chi doveva vincere e chi si è opposto con fierezza fino all’ultimo ha fatto una gran bella figura.

Ma ha vinto chi era più “fast” o “mabilis” o “mas ràpido”, comunque lo vogliate dire.

Ha vinto chi gioca ad un livello superiore.

Cosa ti dice una qualunque persona che ha visto una partita di MLB quando gli capita di vedere una partita di IBL: “E’ un’altro sport”.

Sarebbe divertente vedere Mike Trout a battere contro De Santis o trovarsi al 9° inning con Crepaldi che fa il closer con in battuta Josè Bautista.

Figo.

Io lo andrei a vedere e forse mi divertirei anche perchè lo potrei raccontare in giro.

Il fatto è che Trout se ne sta a Los Angeles e Bautista a Toronto.

Lo fanno per diverse ragioni, ma tutte si racchiudono in un piccolo pensiero:

“SONO DI UN’ALTRO PIANETA E GIOCANO UN’ALTRO SPORT”.

I Pigleague di questo assioma non ci siamo ancora accorti e quindi fingiamo di essere liberali e democratici facendo giocare chiunque sia a piede libero.

Libertè, egalitè, fraternitè.

Va ban a zugher té (che par me ien troop bon !!)

BEARS – DUSTBINS – 8-3

Poco da dire sulla partita. Toccherebbe ripetere qualcosa di già scritto.

Hanno vinto i campioni. Viva i campioni !

INDIANS – DRILLERS – 5-3

Alla fine i trapanatori chiudono al meglio un bellissimo campionato giocato ad un grande livello. Lo dimostra la serie vinta con la tribù che gli ha consentito di salire sul podio.

Una prova di maturità per una squadra che ha nel lineup tonico dal 1° al 9° il suo forte, ma anche nella difesa quadrata che aiuta i suoi pitchers. I tre punti degli Indians nell’ultima finale lo dimostrano ampiamente.

Per la tribù un’altro campionato di vertice e bisogna dare atto alla truppa di Amby che da quando esistono sono sempre arrivati nella final four e questo non è male.

La mancanza della seconda lanciatrice si è sentita anche se Sisso se l’è cavata benissimo, ma non può essere un alibi perchè 3 squadre su 4 delle prime hanno il pallettaro che lancia 2 innings.

 

CAPITOLO PLAYOUT

MANIGOLDI – OPOSSUMS – 10 – 2

E’ andata come doveva andare con la vittoria di chi si avvicina a grandi passi alla vittoria del trofeo che tanto attira noi umani. Per i dettagli si rimanda al sito dei marsupiali.

BOMBEROS – BANDIGAS – 6 – 8

Partita giocata pensando al terzo tempo che se la aggiudicano i bandighi. Inutile di re che il movimento amatoriale ha bisogno di parentesi come questa anche se la notizia dell’infortunio di “Giaguarino” funesta un pò la serata. In bocca al lupo Andrew.

Termina così la stagione per pompieri e Bandigas, anche in virtù del fatto che gli Ozza hanno dichiarato di non scendere più in campo per il 2015.

ALL BLACKS – OZZANGELES – 6  a 0 a tavolino

 

I Blacks si aggiudicano la vittoria contro gli Ozz a tavolino. I ragazzi di Ozzano si dimostrano sempre molto coerenti nei loro comportamenti e prendono atto che sotto una certa temperatura è dura per loro riuscire a stare in campo. Hanno perciò comunicato al commissioner che ci si vede nel 2016.

Così facendo due conti con il calendario in mano, a meno delle partite che non si disputeranno rimangono da giocare Manigoldi – Orioles, All Blacks – Manigoldi e Orioles – Opossums.

Sarebbe bello giocarle ma anche i campi stanno iniziando ad andare il letargo (vedi pianorello) per ciò ci appelliamo alla cupola.

“O’ cupola che tutto puoi, trova un impianto agibile anche per noi !!!”

Pig your league !!

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Il controllo è fondamentale, altrochè.

Và bene la potenza e la velocità, ma come recitava una vecchia pubblicità, “La potenza è nulla senza il controllo”. E se sei “fuori controllo” come cantavano i Negrita è difficile vincere.

controllo

 

 

 

 

 

 

Settimana umida, anzi bagnatissima, dove l’unica partita giocata è quella della finale.

Infatti solo chi ha avuto la fortuna di andare in campo lunedì ha potuto stare sulla terra rossa senza avere gli stivali ai piedi.

Così un altro passo verso l’assegnazione del titolo semiprofessionistico è stato fatto.

Purtroppo per i più tristi ancora una battuta d’arresto che fa dubitare i più sul fatto che si riuscirà a terminare il torneo dei playout. Mancano infatti molte partite (ad alcune squadre addirittura 4) e autunno è arrivato non solo sul calendario, ma anche nel meteo.

L’altra sera c’era addirittura una bella nebbia degna della Transilvania. Ma era ok perchè non stava piovendo e con delle bellissime palle con sopra dei led penso che sia possibile concludere anche il torneo 2015.

BEARS – DUSTBINS – 2-15

La finale torna in parità con i bidoni che vincono la seconda partita, ma con un punteggio che ha dell’incredibile.

La partita è condizionata dalla serataccia di Valencia in pedana, che nei primi due innings incassa 8 punti dovuti soprattutto al poco controllo.

La salita in pedana di Babau fa il solito spauracchio agli avversari, con tre inning e 9 k, ma come si dice i buoi sono ormai scappati. Se poi ci metti anche un incidente di gioco che lo toglie da in pedana per l’ultimo inning si spiegano anche gli ulteriori 7 punti incassati per il 15 finale.

I bidoni sono invece meno altalenanti nelle prestazioni e stanno su quei due/tre punti che incassano da ormai un mese con il binomio fast/slow pitch, che si vede ingarbuglia abbastanza bene le mazze degli avversari.

Ora la finale diventa una partita secca che si dovrebbe tenere lunedì 19/10, archiviando di fatto il capitolo playoff.

INDIANS – DRILLERS -RINVIATA

La tribù non ce la fa a schivare l’acqua che inonda la settimana ed insieme ai trapanatori rimanda al futuro la finale che può dare uno storico podio agli arancioni di Minerbio.

CAPITOLO PLAYOUT

OZZANGELES – MANIGOLDI e ORIOLES – OPOSSUMS perchè ne è venuta giù veramente troppa.

ALLBLACKS – BANDIGAS – 3-12

I Bandighi si aggiudicano il derby di Castelmaggiore grazie ad una prestazione maiuscola del Press che rimesso in posizione di partente addormenta i Tuttineri incassando un solo punto in 4 riprese. Per contro i suoi compagni sono delle vere furie incassando 12 punti sul Paolino partente. la chiusura della Puffa archivia la partita sul 12 a 3 con un Mastro closer degno dei suoi migliori anni a San Giovanni.

ORIOLES – BOMBEROS – 5  a 22

Nella settimanella umida ci sta anche che si riesce a giocare un recupero. Così a Pianorello va in scena una partita quasi ‘gnorante tra Oriolli e Pompieri, con i rimi che stanno in partita circa per 5 innings, ma poi svaccano per la troppa voglia di assaltare la baita e cedono di schianto sotto i colpi dell’attacco amaranto.

Aspettando che si riesca a giocare qualche partita, oltre che a giocare qualche recupero questo infinito playout si avvicina alla fine con i Manigolti pronti ad alzare l’ennesimo trofeo. Quello di Re dei più tristi.

Pig your league !!

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A noi Bosman ci fa una pippa

Lo cantavano anche i Doors “People are strange when you’re a stranger. Faces look ugly when you’re alone“. Se sei da solo sì, ma gli strangers ora sono quelli che la partita la guardano, invece di giocarla, e tu sei lanciato verso il titolo.

bosman

 

 

 

 

 

Così sono iniziate le finali più interetniche dello sport “italiano” e nonostante lo slalom tra umidità, pioggia, foschia, nebbia e “guazza” qualche partita si è giocata.

In particolare le due finali, mentre quelli dei playout non sono così attrezzati da poter giocare quando piove, così Orioles – Bomberos e All Blacks – Manigoldi, sono restati a casa sotto i plaid in attesa di recuperare a Novembre o forse giovedi 15, chi lo sa?

DUSTBINS -BEARS – 1-2

Poco si sa di una delle finali più segrete degli ultimi anni. Dopo giorni e giorni si è potuto sapere il risultato, 2 a 1 per gli Orsi, che si lanciano così verso la conferma del titolo.

Punteggio minimale, perfetto per il softball semiprofessionistico con grandi lanciatori in pedana e mi preme fare i complimenti al famoso K-man che porta una ventata di italianità in campo, dimostrando di poterci stare alla grande nonostante non sia più un ragazzino.

 

Comunque parlando con il cugino di uno che ha il figlio a scuola con mio nipote e che prende l’autobus ogni mattina con una amico di infanzia di uno spettatore professionista del Poiana, pare che la partita sia andata così: partita dominata dai lanciatori con Kman che lancia alla grande e tiene a zero l’attacco plantigrado, che gli spara un treno attaccato alla ramata solo con il power rangers caraibico che ha i bicipiti simili alle cosce di Maradona. Tiene alla grande anche il Bonsi sr. che limita a due punti la sua sessione di due inning in pedana.

Dall’altra però in pedana ci sono gli asiatici intoccabili, su cui si racimola un solo punticino che, di misura, non è sufficiente a fare il risultato.

INDIANS – BEARS – 7-12

La tribù accusa il contraccolpo della sconfitta contro gli orsi e cede di schianto contro gli Orange di Minerbio, che riescono a portare a casa 8 punti con la Sissy ed 4 punti con Sisso, una perfetta media di 2 punti a inning che non fa dei permali in casa Baldi.

Fondamentali però anche i 7 errori sciorinati dalla tribù, che essendo normalmente una delle migliori difese del campionato, può trovare spiegazioni solo nello schiaffo psicologico subito.

I trapanatori invece continuano a mettere in campo la solidità che li contraddistingue e continuano a progredire nella scalata ai primi posti del campionato, segnalandosi come prontissimi a salire sul podio.

 

CAPITOLO PLAYOUT

ALL BLACKS – MANIGOLDI e ORIOLES – BOMBEROS rinviate perchè le condizioni al contorno erano perfette per una battuta di caccia alla volpe.

BANDIGAS – OPOSSUMS – 14-4

Vittoria dei marsupiali che sembrano avere trovato un pò di solidità difensiva solo dopo mesi di campionato.

Per la cronaca completa si rimanda al resoconto della partita riportato sul sito degli Op’s.

 

In attesa della prossima settimana che si preannuncia come una delle più umide dell’anno, vediamo cosa potrà succedere. Il primo verdetto dell’anno potremmo già averlo, ma per il titolo veramente importante ci sarà ancora da aspettare, almeno ino a Novembre.

Pig your league !!

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C’abbiamo i finalisti !!

Tutti si sono affannati, ma alla fine in finale ci sono andati quelli che si pensava ci arrivassero. “Don’t matter”, it’s always the same, cantavano i Kings of leon.

 

bear dustbin

 

 

 

 

 

Dopo mille peripezie abbiamo le due squadre finaliste e sono quelle che hanno dominato la prima fase o che hanno dominato da quando hanno messo a lanciare i loro assi.

Il 90% dei piglighi pensava che questa fosse la finale e così è stato.

DUSTBINS -DRILLERS – 4-3

Alla fine i bidoni tornano in finale dopo due anni, ma fanno la loro bella fatica contro i trapanatori.

Punteggio basso, per due lineup tosti.

Si vede che l’umidità e le temperature rigide fanno faticare la palla nel lasciare l’alluminio.

Comunque finale sicuramente meritata per la Bonsi Band che è stata in vetta alla classifica per quasi tutto l’anno.

Il medio team per antonomasia, quest’anno non ce l’ha fatta a riprendersi il 5° posto, anche perchè avrebbe dovuto vincere il torneo più tosto della Pigleague.

Così ci ha provato fino in fondo a vincere il torneo di ripiego.

Direi che ormai con il roster attuale, fa parte del gotha della pigleague.

INDIANS – BEARS – 7-16

 

Ennesima partita da raccontare lo spareggio tra Indians e Bears.

Colpisce subito il punteggio alto, poco consono agli scontri già avuti, ma direi che tanti punti sono più dovuti ad episodi che a strapotere delle mazze.

Infatti se da una parte manca il ricevitore in grado di assorbire i missili di Bacay, la partita prende una piega inattesa.

Infatti, se contro la Sissy subisci 5 punti e il primo inning di Sisso lo chiudi a zero, qualche speranza di vittoria ce la puoi avere.

Soprattutto se contro i due asiatici dell’alta velocità riesci a raggranellare 7 punti.

Solo che l’ultimo inning, lo lancia Sisso e solo poche volte le querce fanno le arance.

Hai comunque una possibilità di chiuderlo a zero.

Oppure devi limitare i danni.

E’ il classico approccio dei lanciatori pallettari. Non puoi dominare, devi farti meno male possibile.

Purtroppo per la tribù il lineup si è presentato con il turno alto ed ha eruttato alla grande contro il malcapitato Baldo.

Dura la vita del pallettaro.

Questa volta non c’è stata gloria nella palla lenta.

Così quando sul 16 a 7 è tornato su il lanciafiamme filippino la tribù pensava già alla finale 3°-4° posto ed al terzo tempo in cui avrebbe dovuto sollevare il morale di Baldo con dei martinetti idraulici.

Gli Orsi invece tornano in finale grazie allo strapotere dei loro pitchers e del loro lineup contro chi tira mozzarelle.

Sarà probabilmente lì la chiave della finale.

Cosa faranno in attacco contro il lanciatore offspeed dei bidoni.

CAPITOLO PLAYOUT

MANIGOLDI – BANDIGAS – 10-4

I reds compaesani di Belinelli mantengono la testa della classifica ridimensionando gli spavaldi Bandigas che tanto hanno maramaldeggiato in Friuli.

Partita giocata con l’incombere della grigliata firmata Mastro, che si è palesata solo quando ha iniziato a mettere carne sulla griglia.

Era infatti un ricordo diffuso quello della famosa grigliata fantasma che il tuttonero e Gardosi avevano organizzato qualche tempo fa.

Questa volta però, forse anche grazie alla presenza di San Poppa che tutto può, le cose sono andate lisce e la costolina è stata addentata.

Risultato finale 10 a 4 Manigoldi e vittoria di Gardo contro il resto del mondo per i chili di salsiccia ingurgitata.

 

BOMBEROS – ALL BLACKS – 14-4

I pompieri passano di gran carriera sui Tuttineri che probabilmente hanno accusato troppo in pedana il doppio impegno Porco-campionato.

Sembra chiaro che la corrazzata amaranto voglia rimanere a contatto dei primi fino in fondo, con la speranza di approfittare di eventuali incertezze dei Manigoldi, ormai involati verso il titolo di “Miur di piò trest“.

Pare però che il presidentissimo Jimmi, che tutto sa e che tutto prevede, non veda di buon occhio la vittoria dell’ambitissimo titolo, per evitare una sorta di assuefazione alla bassa classifica da parte dei suoi.

Non deve passare l’dea che vinci il titolo più ambito arrivando quinto.

E’ per quello che è bene rimanere in contatto, perchè queste ultime settimane possono riservare delle sorprese.

ORIOLES – OZZANGELES -11-6

 

Tornano alla vittoria gli Orioli contro gli Ozz, grazie alla prestazione strepitosa in pedana di un inedito Gas, lanciatore vincente del match.

 

Buona notizia quella che abbiamo in giro un nuovo lanciatore, lento sì, ma soprattutto ‘gnorante al punto giusto.

Probabilmente la profonda conoscenza del Uoffol lo ha aiutato, ma Gas è un vero Jolly del diamante.

Prima o poi in pedana doveva passarci.

 

Così la prossima settimana, sperando in temperature più miti, iniziano le finali.

Ma come ha chiarito molto bene Civolani l’atra sera in diretta:

“Ma s’lè fradd acsè, tott i vcet dal Poiana, ien bon da Certausa !!!”

Pig your league !!

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